- La Luna piena minchionò la Lucciola:
- - Sarà l'effetto de l'economia,
- ma quel lume che porti è debboluccio...
- - Sì, - disse quella - ma la luce è mia!
Cogitando ovvero pensando. Da come si guarda il mondo nascono spesso pensieri e riflessioni che se rimangono al chiuso non provocano nessun effetto. Costruirò passo dopo passo il mio Blog dove poter scrivere qualche mio pensiero, brani di libri che ho letto, testi di canzoni, immagini, video, insomma tutto quello che più mi ha colpito. Non mi importa se giusto o sbagliato, chi lo leggerà potrà esprimere qualsiasi giudizio...l'importante che sia fatto con educazione e rispetto.
sabato 13 settembre 2008
LA LUCCIOLA
lunedì 8 settembre 2008
domenica 7 settembre 2008
PIÙ TASSE PER TUTTI
BRUNO MANFELLOTTO (Il Tirreno 07 sett. 2008)
E passi che tonnellate di monnezza made in Naples siano state provvidenzialmente dirottate verso discariche e inceneritori lombardi per gentile concessione del duo Moratti & Formigoni, un intervento di pronto soccorso ieri negato a Prodi ma oggi, guarda un po’, riservato al cavaliere. Si dirà: è il risultato che conta.
E va bene pure che all’Alitalia sia stato evitato il fallimento riducendola a un’Alitalietta e scaricando milioni di euro di debiti e ben novemila lavoratori considerati di troppo (li chiamano esuberi) non sui francesi di Air France o i tedeschi di Lufthansa ma sulle casse dello Stato, cioè su tutti noi. L’italianità val bene un pubblico salasso.
E passi perfino che, dopo avercela - come direbbe Bossi - “menata” per settimane di campagna elettorale con la storia della sicurezza, oggi gli sbarchi di profughi sulle nostre coste proseguano (e i sorrisi e le pacche sulle spalle del colonnello Gheddafi?) e gli ultrà sequestrino treni e mettano a ferro e a fuoco stadi e città. Non si può avere tutto.
Ma il ritorno dell’Ici no, questo è troppo. È la bugia che diventa sistema, è il pacco, la patacca, la sòla fiscale. Perché, come tutti ricorderete, l’altro leit motiv martellante della campagna berlusconiana era stato la riduzione della pressione fiscale di cui l’abolizione dell’Ici avrebbe rappresentato l’asse portante. A niente era servito l’allarme lanciato da tutti i sindaci (di destra e di sinistra): senza quel gettito, dicevano, i Comuni avrebbero chiuso baracca e burattini e i cittadini avrebbero dovuto rinunciare a servizi essenziali: gli slogan elettorali hanno le loro esigenze...
Ora Berlusconi si è reso conto del disastro e ha affidato a Calderoli il compito di ridisegnare e semplificare la tassazione immobiliare oggi divisa in una decina di diverse imposte. Traduzione, tornerà l’Ici, anche se si chiamerà in un altro modo.
Commenta Sergio Chiamparino, sindaco di Torino, che pur avendo un gran bisogno di risorse non manda il cervello all’ammasso: “Non vorrei che rientrasse dalla finestra quello che si è cacciato dalla porta. Cioè che si introduca una tassazione immobiliare con il rischio di aumentare la pressione fiscale e penalizzare chi ha meno redditi”.
Insomma, a dispetto delle promesse le tasse aumentano, ma solo per alcuni, i più deboli e a reddito fisso. Perché altri le tasse se le sono già autoridotte. A modo loro, non pagando. Tanto di lotta all’evasione non parla più nessuno. Allegria.
BRUNO MANFELLOTTO (Il Tirreno 07 sett. 2008)
E passi che tonnellate di monnezza made in Naples siano state provvidenzialmente dirottate verso discariche e inceneritori lombardi per gentile concessione del duo Moratti & Formigoni, un intervento di pronto soccorso ieri negato a Prodi ma oggi, guarda un po’, riservato al cavaliere. Si dirà: è il risultato che conta.
E va bene pure che all’Alitalia sia stato evitato il fallimento riducendola a un’Alitalietta e scaricando milioni di euro di debiti e ben novemila lavoratori considerati di troppo (li chiamano esuberi) non sui francesi di Air France o i tedeschi di Lufthansa ma sulle casse dello Stato, cioè su tutti noi. L’italianità val bene un pubblico salasso.
E passi perfino che, dopo avercela - come direbbe Bossi - “menata” per settimane di campagna elettorale con la storia della sicurezza, oggi gli sbarchi di profughi sulle nostre coste proseguano (e i sorrisi e le pacche sulle spalle del colonnello Gheddafi?) e gli ultrà sequestrino treni e mettano a ferro e a fuoco stadi e città. Non si può avere tutto.
Ma il ritorno dell’Ici no, questo è troppo. È la bugia che diventa sistema, è il pacco, la patacca, la sòla fiscale. Perché, come tutti ricorderete, l’altro leit motiv martellante della campagna berlusconiana era stato la riduzione della pressione fiscale di cui l’abolizione dell’Ici avrebbe rappresentato l’asse portante. A niente era servito l’allarme lanciato da tutti i sindaci (di destra e di sinistra): senza quel gettito, dicevano, i Comuni avrebbero chiuso baracca e burattini e i cittadini avrebbero dovuto rinunciare a servizi essenziali: gli slogan elettorali hanno le loro esigenze...
Ora Berlusconi si è reso conto del disastro e ha affidato a Calderoli il compito di ridisegnare e semplificare la tassazione immobiliare oggi divisa in una decina di diverse imposte. Traduzione, tornerà l’Ici, anche se si chiamerà in un altro modo.
Commenta Sergio Chiamparino, sindaco di Torino, che pur avendo un gran bisogno di risorse non manda il cervello all’ammasso: “Non vorrei che rientrasse dalla finestra quello che si è cacciato dalla porta. Cioè che si introduca una tassazione immobiliare con il rischio di aumentare la pressione fiscale e penalizzare chi ha meno redditi”.
Insomma, a dispetto delle promesse le tasse aumentano, ma solo per alcuni, i più deboli e a reddito fisso. Perché altri le tasse se le sono già autoridotte. A modo loro, non pagando. Tanto di lotta all’evasione non parla più nessuno. Allegria.
giovedì 4 settembre 2008
SOFFIANDO NEL VENTO
Quante strade deve percorrere un uomo
prima di essere chiamato uomo?
E quanti mari deve superare una colomba bianca
prima che si addormenti sulla spiaggia?
E per quanto tempo dovranno volare le palle di cannone
prima che verranno abolite per sempre?
La risposta, mio amico sta soffiando nel vento,
la risposta sta soffiando nel vento
Per quanto tempo un uomo deve guardare in alto
prima che riesca a vedere il cielo?
E quanti orecchie deve avere un uomo
prima che ascolti la gente piangere?
E quanti morti ci dovranno essere affinché lui sappia
che troppa gente è morta?
La risposta, mio amico sta soffiando nel vento,
la risposta sta soffiando nel vento
Per quanti anni una montagna può esistere
prima che venga spazzata via dal mare?
E per quanti anni può la gente esistere
prima di avere il permesso di essere libere
E per quanto tempo può un uomo girare la sua testa
fingendo di non vedere
La risposta, mio amico sta soffiando nel vento,
la risposta sta soffiando nel vento
Bob Dylan
prima di essere chiamato uomo?
E quanti mari deve superare una colomba bianca
prima che si addormenti sulla spiaggia?
E per quanto tempo dovranno volare le palle di cannone
prima che verranno abolite per sempre?
La risposta, mio amico sta soffiando nel vento,
la risposta sta soffiando nel vento
Per quanto tempo un uomo deve guardare in alto
prima che riesca a vedere il cielo?
E quanti orecchie deve avere un uomo
prima che ascolti la gente piangere?
E quanti morti ci dovranno essere affinché lui sappia
che troppa gente è morta?
La risposta, mio amico sta soffiando nel vento,
la risposta sta soffiando nel vento
Per quanti anni una montagna può esistere
prima che venga spazzata via dal mare?
E per quanti anni può la gente esistere
prima di avere il permesso di essere libere
E per quanto tempo può un uomo girare la sua testa
fingendo di non vedere
La risposta, mio amico sta soffiando nel vento,
la risposta sta soffiando nel vento
Bob Dylan
Calcio e Impunità
«Se una banda di zingari si impadronisse di un treno o se nostalgici delle Brigate Rosse devastassero la stazione di Milano, sarebbero perseguiti con adeguata durezza. Non capisco proprio perché se aggredissi qualcuno per conto mio sarei chiamato a pagarne di persona, mentre se lo facessi urlando slogan calcistici godrei di una sostanziale impunità»
Claudio Magris, Corriere della Sera, 2 settembre
Claudio Magris, Corriere della Sera, 2 settembre
mercoledì 3 settembre 2008
TIFOSI MICA ROM
Ospito questo articolo, che condivido, tratto dall'Unità del 03 sett. 2008
Tifosi, mica rom
Maria Novella Oppo
Non ci sono parole capaci di definire il teppismo quanto le immagini viste in tv dell’orda di tifosi scatenati contro uomini e cose e forniti di salvacondotto calcistico. È vero che per molti la squadra è l’unica ragione sociale di esistenza, in una realtà che ha visto morire ogni senso del bene comune. È anche vero che, come ha detto don Mazzi, non si combatte il bullismo quando governano i bulli. E tanto più è vero quello che ha notato ieri Claudio Magris e cioè che non si sono mai visti zingari, o altri gruppi etnici o sociali (in particolare i pericolosissimi poveri) devastare stazioni per riempire di senso il fine settimana. Eppure, contro questi gruppi sono state emanate leggi repressive talmente dure da preoccupare l’intera comunità europea. I rom, in specie, sono schedati fin da piccoli, prima cioè di commettere alcun reato, perché i leghisti ritengono sospetta un’etnia che non ha mai dichiarato una guerra, non si è inventata una patria di comodo e non ha una squadra in nome della quale devastare e picchiare facendo il saluto romano.
Tifosi, mica rom
Maria Novella Oppo
Non ci sono parole capaci di definire il teppismo quanto le immagini viste in tv dell’orda di tifosi scatenati contro uomini e cose e forniti di salvacondotto calcistico. È vero che per molti la squadra è l’unica ragione sociale di esistenza, in una realtà che ha visto morire ogni senso del bene comune. È anche vero che, come ha detto don Mazzi, non si combatte il bullismo quando governano i bulli. E tanto più è vero quello che ha notato ieri Claudio Magris e cioè che non si sono mai visti zingari, o altri gruppi etnici o sociali (in particolare i pericolosissimi poveri) devastare stazioni per riempire di senso il fine settimana. Eppure, contro questi gruppi sono state emanate leggi repressive talmente dure da preoccupare l’intera comunità europea. I rom, in specie, sono schedati fin da piccoli, prima cioè di commettere alcun reato, perché i leghisti ritengono sospetta un’etnia che non ha mai dichiarato una guerra, non si è inventata una patria di comodo e non ha una squadra in nome della quale devastare e picchiare facendo il saluto romano.
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